4 strane donne e un capodanno

4 strane donne e un capodannoScritto da Giulia Ricciardi
Regia di Patrizio Cigliano
con Beatrice Fazi Laura Cosenza, Barbara Foria, Giulia Ricciardi
Con la partecipazione speciale “in voce” di JOCELYN

“4 STRANE DONNE E 1 CAPODANNO” è un pregevole esempio di teatro brillante. Indaga con grande onestà e una giusta dose di cattiveria nel complicato mondo femminile di oggi. Ne mette in mostra gli aspetti più intimi ma nel contempo più quotidiani. E’ uno spaccato di verità spietate, grottesche, esilaranti, che nascondono tutta la fragilità delle donne non ancora, testardamente, “signore” ma non più, rassegnatamente, “signorine”.

Quattro quarantenni sull’orlo di una crisi di nervi. Per colpa degli uomini, soprattutto. E l’Uomo, è giustamente assente, con l’illusione che queste “streghe dei Parioli” possano bastarsi: illusione, appunto. Così, sull’orlo della crisi del millennio, restano “chiuse” in loro stesse ma con un irrefrenabile voglia di uscirne quanto prima per correre da un Lui che forse c’è e forse no, che forse le aspetta e forse no, che forse le ama e forse no.
Dal capodanno del 2000 a quello del 2010, per provare a trarre un bilancio del proprio “essere donna”.
Dubbi, crisi, schermaglie, rappresentazioni di umori palpitanti e di frenesie goliardiche, nel ricordo delle grandi aspettative di appena 10 anni fa. Aspettative tradite o raggiunte?

Quattro donne – per di più attrici anche nel testo – che nascondono nel cliché teatrale le loro paure, rifugiandosi in una comicità violenta e spassosa, tra Almodòvar, Woody Allen e Totò. E’ sicuramente un testo molto “chiacchierato”, come chiacchiererebbero quattro amiche sincere, tra un battibecco e una risata, per passare l’ultimo dell’anno senza clamori ma con ancora tante speranze. Il testo è sincero, esilarante ed è bastato assecondarlo per raggiungere quella verità-finzione che filtrata dal palcoscenico, certamente aprirà lo spettro emotivo a tutte le donne che assisteranno, riconoscendo nelle quattro protagoniste un po’ di loro stesse. Ma nel contempo è uno spettacolo che fa conoscere un po’ di più a noi maschietti cosa passa nelle teste delle nostre compagne. E quello che si scopre, non è niente male! In conclusione: siamo ancora certi che le donne siano davvero il “sesso debole”?